DEMETRIO ROMEO

Dottor Demetrio Romeo ha dedicato moltissimo tempo alla ricerca, in particolare al perfezionamento della tecnica dell' aspirazione trabecolare, inventata dal dott. Ph. C. Jacobi dell'Università di Colonia.

Il Dottor Romeo ha inventato le cannule per il trattamento del glaucoma.

In questa pagina potrai leggere un'articolo di Giovedì 28 Ottobre 2010, che celebra il riconoscimento dei primi due brevetti ottenuti dal Dottor Demetrio Romeo.

brevetto

Riconosciuto il brevetto dell'Oculista Demetrio Romeo: ha inventato le cannule per il trattamento del glaucoma

Importante riconoscimento all'oculista Demetrio Romeo per aver inventato un nuovo dispositivo per il trattamento del glaucoma. La tecnica innovativa utilizzata all’istituto clinico Cot di Messina, è approdata all’ufficio brevetti. L’ufficio italiano brevetti e marchi, istituito presso il ministero dello Sviluppo economico, dopo quasi cinque anni di attento esame della domanda, ha riconosciuto l’originalità dell’idea attribuendo due brevetti alle cannule atraumatiche realizzate dal medico Romeo, l’oculista responsabile del Day Surgery Oculistico dell’istituto clinico Cot di Messina.

Le cannule, brevettate, progettate e realizzate dallo stesso Romeo, che è stato coadiuvato nella ricerca dal collega Giuseppe Vadalà dell’ospedale di Ivrea, consentono di raggiungere il trabecolato oculare e disostruirlo riportando in molti casi la pressione oculare alla normalità.

Al lavoro, presentato all’86° Congresso Nazionale della Società di oftalmologia italiana era già stato assegnato nel 2006, il premio “Tecnica Innovativa” del videoconcorso S.O.I. per aver ideato una nuova metodica per il trattamento chirurgico del Glaucoma: rapidissima e meno invasiva di quella tradizionale.

Il Glaucoma è una patologia che
colpisce il 2% della popolazione ed è potenzialmente invalidante, se non curato, potendo in alcuni casi trasformarsi in un danno permanente della vista. E’ causato dall’aumento della pressione di un liquido che circola all’interno dell’occhio: l’umore acqueo. Responsabile del fenomeno l’intasamento delle vie di deflusso a livello di una struttura spugnosa chiamata “trabecolato”. I soggetti che ne sono colpiti devono sottoporsi a terapie mediche (colliri) per tutta la vita e, quando questi non bastano, a trattamenti laser o ad interventi chirurgici piuttosto complessi. La chirurgia tradizionale prevede in genere la costruzione di una fistola cioè una nuova via di deflusso che consente all’umore acqueo di fuoriuscire dall’occhio.

Romeo, reggino di nascita e messinese d’adozione (laureato e specializzato all’Università di Messina), ha trovato il modo di liberare le vie di deflusso in maniera non invasiva riportando così alla normalità la pressione dell’occhio. La tecnica, che riprende quella dell'aspirazione trabecolare ideata dal tedesco Ph. Jacobi, permette di effettuare l’intervento chirurgico in pochi minuti, mediante il temporaneo inserimento nella camera anteriore dell’occhio di una speciale cannula che raggiunge il trabecolato e, comportandosi come un aspira-polvere, elimina gli ostacoli alla circolazione dell’umore acqueo. Rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali, la metodica, denominata “Trabeculoplastica Idrodinamica”, è mininvasiva, consente una riabilitazione quasi immediata, riduce drasticamente il trauma chirurgico e le complicanze. Il metodo ottiene attualmente un buon successo in almeno il settanta per cento dei casi trattati. Oltre che alla Cot di Messina, su concessione dello stesso medico, il metodo viene applicato in altri due centri: all’Ospedale di Ivrea dal collega Giuseppe Vadalà e all’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma dall’Oculista Michele Fortunato.

I benefici

trattamenti laser

Al momento questa tecnica consente i migliori risultati in pazienti selezionati. Specialmente in quelli che devono contemporaneamente sottoporsi ad intervento di cataratta. Può essere utilizzata per trattare casi di glaucoma ad angolo aperto che non rispondono alla terapia medica oppure ai trattamenti laser.

Inoltre può essere validamente impiegata anche in pazienti glaucomatosi compensati che devono sottoporsi ad intervento di facoemulsificazione per cataratta, in quanto consente contemporaneamente di eliminare o ridurre le terapie con colliri. Può invece non essere indicata in altre situazioni.

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